La locandina del film "A Quiet Place – Un posto tranquillo"

A Quiet Place – Un posto tranquillo

A Quiet Place

GENERE:

Drammatico, Horror

NAZIONE:

Usa

Anno:

2018

Durata:

90 min

Formato:

col

2020, la Terra è stata invasa da una razza aliena che distrugge qualsiasi cosa produca rumore. La popolazione è stata decimata e una famiglia cerca di sopravvivere in una fattoria completamente isolata: per evitare di attirare le creature, figli e genitori dovranno stare nel più completo silenzio, comunicando soltanto attraverso il linguaggio dei segni.

È un film spiazzante quello di John Krasinski, regista e attore di commedie o drammi dal sapore indipendente (si pensi a Promised Land di Gus Van Sant o a American Life di Sam Mendes), qui per la prima volta alle prese con il genere horror. Il cambio di registro sembra aver fatto bene a Krasinski (attore, regista e anche co-sceneggiatore del film) che dimostra una sorprendente intelligenza registica nel giocare con la suspense, riuscendo a dare vita a un prodotto originale e capace di tenere alta la tensione fino alla fine. Non era affatto facile, visto anche che si tratta di un prodotto quasi completamente privo di dialoghi, ma il copione e il montaggio contribuiscono a dare forma a un lungometraggio dal ritmo serrato, che ha soltanto qualche caduta di troppo con l’approssimarsi della conclusione. Oltre all’aspetto più spaventoso, il film ha anche momenti di grande umanità nella descrizione di un toccante nucleo famigliare con cui si riesce a empatizzare fin dalle prime battute. Non mancano interessanti spunti proprio sul rapporto genitori-figli (che trascendono dal genere fantascientifico e guardano in faccia la realtà) e sulla nostra società attuale in cui i rumori e le parole sono sempre più presenti: soltanto stando in silenzio, nel film, si può sopravvivere e non è una forzatura vederci un riferimento inerente anche alla nostra quotidianità. Per quanto riguarda l’importanza del discorso famigliare, non è certamente un caso che Krasinski abbia scelto come sua partner Emily Blunt, moglie e madre dei suoi figli nella vita di tutti i giorni. Si segnala anche la prova di Millicent Simmonds, ragazzina realmente sordomuta (il suo personaggio è il motivo grazie al quale i protagonisti sanno comunicare col linguaggio dei segni) che era già stata utilizzata da Todd Haynes nell’emozionante Wonderstruck (2017).

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