La locandina del film "L'agenzia dei bugiardi"
Una scena di "L'agenzia dei bugiardi"

Fred (Giampaolo Morelli), l’esperto di tecnologia Diego (Herbert Ballerina) e il narcolettico assistente Paolo (Paolo Ruffini) sono i membri di un’agenzia che fornisce alibi ai propri clienti in cerca di bugie per non subire le conseguenze di malefatte, tradimenti e scappatelle. Il loro motto è “meglio una bella bugia che una brutta verità”, ma quando Fred si innamora di Clio (Alessandra Mastronardi) la situazione precipita...

Remake italiano, assai libero, della commedia francese Alibi.com (2017), L’agenzia dei bugiardi è una sgangheratissima pochade che parte da un interessante spunto, quasi da commedia spionistica, ma provvede a vanificarne fin dalle primissime battute tutto il potenziale. Ci si muove infatti tra forsennate girandole di corna e tradimenti e bassezze assortite, onanismo fuori controllo e gag slapstick che infieriscono sugli animali domestici, manco fossimo nel peggiore e più alimentare dei cinepanettoni. Il regista Volfango De Biasi, che sceneggia insieme a Fabio Bonifaci, non a caso ha legato il suo nome proprio agli ultimi fuochi della commedia natalizia prodotta da Aurelio De Laurentiis e si fa prendere impunemente la mano replicandone gli schemi, tra gag desolanti, schizofrenici segmenti isolati da romantic comedy, politicamente scorretto d’accatto e derive circensi. Per non parlare della misoginia latente del personaggio della youtuber Diana Del Bufalo, svampita rapper oltre la soglia del cartoonesco, di Ruffini catapultato su un barcone di migranti a fini comici (?) e di altre punte di sconcertante imbarazzo. Camei di Piero Pelù e Nicolas Vaporidis.

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