La locandina del film "Airport"
Una scena di "Airport"

Su un aereo in partenza da Chicago e diretto a Roma, un folle dinamitardo (Van Heflin) minaccia di far saltare il velivolo. Il capitano Vern Demerest (Dean Martin) tenta vanamente di dissuaderlo, ma la situazione sfugge dal suo controllo e riportare tutti a terra sani e salvi appare impossibile.

Film che ha inaugurato un lungo filone, Airport gode di un ottimo ritmo, ben orchestrato da George Seaton, ma pecca di un'eccessiva confusione narrativa, dettata dal troppo alto numero di microstorie che s'intrecciano le une con le altre. Funzionano però i dialoghi e lo spettacolo è assicurato: brillante la trovata della tempesta di neve che rende il tutto ancor più teso e coinvolgente. Un po' prolisso, ma capace di fare bene il suo dovere. Alcune sequenze in esterni sono state girate da Henry Hathaway, non accreditato. Buono il comparto tecnico, a partire dalla colonna sonora (l'ultima della sua carriera) di Alfred Newman. Ricchissimo cast, in cui svettano Van Heflin (alla sua ultima prova per il grande schermo) e Helen Hayes (premiata con l'Oscar come miglior attrice protagonista). Seguito dall'inutile Airport 75 (1975).

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