La locandina del film "Amiche di sangue"

Lily (Anya Taylor-Joy) ha sempre frequentato le scuole più esclusive e si è fatta una cerchia d'amicizie d'élite, mentre Amanda (Olivia Cooke) è una ragazzina dalla spiccata intelligenza che ha difficoltà a integrarsi nel contesto sociale. L’unico elemento dissonante nella vita di Lily è il suo patrigno, con cui non ha un buon rapporto: supportata dall’amica Amanda, inizia a pianificarne l’omicidio…

Esordio assoluto dello sceneggiatore e regista Cory Finley, che firma un classico prodotto da Sundance Film Festival (non a caso ha fatto proprio all’interno della kermesse di Salt Lake City la sua prima comparsata) con una certa spinta verso l’originalità, ma anche diverse furbizie del caso. La pellicola è totalmente incentrata sulle (apparentemente diverse) psicologie delle due protagoniste, ex amiche d’infanzia che si ritrovano in maniera non proprio spontanea durante l’adolescenza: una è chiamata a offrire un po’ di socialità all’altra, ma col passare dei minuti sarà la prima a dimostrarsi altrettanto incapace di accettare la realtà che la circonda. La messinscena non è malaccio, soprattutto visto che si parla di un esordio, ma alcuni passaggi narrativi risultano forzati ed eccessivamente studiati a tavolino, in particolare man mano che ci si avvicina alla conclusione. Efficaci comunque le battute iniziali e decisamente in parte le due giovani protagoniste Anya Taylor-Joy e Olivia Cooke. Ci si può accontentare, anche se non rimane poi molto su cui riflettere al termine della visione. Il film è dedicato alla memoria dell'attore Anton Yelchin, morto poche settimane dopo la fine delle riprese.

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