La locandina del film "Amistad"
Una scena di "Amistad"

Nel 1839, a largo delle coste africane, sul vascello spagnolo Amistad diretto a Cuba, uno schiavo nero capeggia una violenta ribellione. Catturato e condotto in America, il gruppo di uomini di colore viene sottoposto a processo, ma il loro status di uomini liberi è messo in dubbio da un apparato legislativo che li considera ancora merce di scambio.

Avvincente lettura di una pagina poco nota della storia americana, in cui Steven Spielberg rintraccia il germe di quello spirito democratico che con l'abolizione della schiavitù raggiungerà la sua pienezza. Due le figure chiave in questo episodio: il nero Cinque (Djimon Hounsou) e il bianco John Quincy Adams (Anthony Hopkins), anziano ex presidente degli Stati Uniti. Partendo da posizioni culturali e sociali opposte, gli sforzi di entrambi convergono verso il comune obiettivo di una prima, radicale messa in discussione del concetto stesso di schiavitù. Più defilata la figura di Theodore Joadson (Morgan Freeman), abolizionista di colore che supporta la causa. A tratti eccessivamente prolisso e appesantito dall'enfasi retorica, rimane un ottimo esempio di cinema civile e appassionatamente democratico.

Nei cinema

In TV

In streaming