La locandina del film "Avengers: Infinity War"

Gli Avengers, divisi dopo gli eventi di Captain America: Civil War, uniscono le forze con i Guardiani della Galassia per combattere Thanos (Josh Brolin), intenzionato a impossessarsi delle sei Gemme dell'Infinito per dominare sull'intero universo.

Colossale e ambizioso progetto che arriva al culmine di dieci anni di Marvel Cinematic Universe, Avengers: Infinity War fa i conti con tutta l’epica incorporata in un decennio di narrazioni fitte e continue, in cui l’ironia l’ha fatta spesso da padrona e l’avventura fumettistica su larghissima scala è andata puntualmente di pari passo con la creazione di un’unica, grande famiglia cinematografica. I fratelli Russo riuniscono praticamente tutti gli eroi di casa Marvel e attraverso il ricorso a un monolitico, titanico e in fondo struggente supercattivo, Thanos, pongono sulla loro testa una minaccia enorme, capace di mettere a soqquadro e in terribile disequilibrio ogni stabilità. Il risultato, rispetto alla media dei prodotti del MCU, è estremamente al rialzo: l’incontro forzato di personaggi iconici, che tuttavia non si erano mai incontrati prima d’ora, genera, all’interno di molte scene, notevoli spiragli creativi, fessure di brio attraverso le quali lasciar filtrare tanta di quell’originalità che spesso è mancata in altri film Marvel più standardizzati. Il peso accordato ai Guardiani della Galassia e agli Avengers in egual misura va sicuramente in questa direzione, gli incastri si fanno molteplici e le sequenze non stupiscono tanto singolarmente quanto in funzione del disegno generale. Alla lunga, però, il gioco mostra la corda anche a causa del minutaggio come sempre consistente, ma l’obiettivo dei fratelli Russo di fornire un rendez-vous decisivo e “indimenticabile” a un’intera galassia narrativa può dirsi riuscito. Anche se, a onor del vero, di rado il film va oltre le sembianze di una monumentale strizzata d’occhio ai fan, che avranno di che godere (per tutti gli altri, invece, la sensazione della lussuosa raccolta di figurine sarà sempre dietro l’angolo). Discorso a parte merita il potentissimo finale, fiore all’occhiello dell’intera operazione e memorabile per coraggio e tensione apocalittica: difficile, al termine della visione, non essere tramortiti e spiazzati, ma l’ammirazione per un’audacia dal sangue così freddo non può assolutamente venir meno. Dietro le sembianze cattivissime di Thanos c’è Josh Brolin, mentre Vin Diesel doppia ancora un adolescente Groot, non tra le cose migliori e più ispirate del film. Esilarante apparizione, per proporzioni, di Peter Dinklage.

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