La locandina del film "The Aviator"
Una scena di "The Aviator"

Vita di Howard Hughes (Leonardo DiCaprio): magnate, produttore cinematografico e costruttore di aerei, ebbe storie d'amore con le più belle dive di Hollywood ma fu anche affetto da un forte disturbo paranoico.

Dopo Gangs of New York (2002), Martin Scorsese si conferma attratto dalle superproduzioni in costume, forse nella speranza di conquistare finalmente quell'Oscar che fino a questo punto della sua carriera gli è stato negato. Alla sua lunga collezione di antieroi tormentati decide pertanto di aggiungere una delle figure più controverse della storia del capitalismo americano: dell'ambiguo ed eccentrico Hughes vengono espunti gli aspetti più negativi, come il conflitto con Orson Welles (che si ispirò a lui, oltre che a William Randolph Hearst, per il protagonista di Quarto potere del 1941), oppure i sordidi legami con la mafia, cui fanno cenno persino i romanzi di James Ellroy. Il personaggio diventa così una sorta di incarnazione megalomane del Sogno americano, cui presta il volto con sorprendente adesione e bravura un DiCaprio ormai definitivamente maturato come attore. Brillano le sontuose scenografie (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), i costumi sfavillanti (Sandy Powell), la ricostruzione fiammeggiante della Hollywood da favola degli anni ‘30 e'40: la durata è lunga, la mano dell'autore non si sente sempre, ma il risultato è affascinante e pienamente convincente, anche grazie alla sapiente sceneggiatura originale di John Logan. Straordinario il lavoro del direttore della fotografia Robert Richardson, il quale ha emulato le cromie dell'epoca con l'ausilio di interventi digitali: per i primi cinquanta minuti, la pellicola ricalca l'estetica dei primi bipack film a colori in cui gli oggetti verdi erano resi come blu, mentre nella seconda parte, per gli eventi narrati successivi al 1935, il modello di riferimento sono le tonalità sature del Technicolor. Gwen Stefani e Kate Beckinsale interpretano rispettivamente Jean Harlow e Ava Gardner, mentre Jude Law è un credibile Errol Flynn. Cinque (meritati) premi Oscar su undici candidature: attrice non protagonista (a Cate Blachett nei panni di Katharine Hepburn), fotografia, montaggio, scenografia e costumi.

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