La locandina del film "L'avvocato del diavolo"
Una scena di "L'avvocato del diavolo"

Kevin Lomax (Keanu Reeves) è un avvocato di successo della Florida che non ha mai perso una causa; forte del suo potere contrattuale, viene notato da un prestigioso studio di New York e qui invitato insieme alla moglie Mary Ann (Charlize Theron). Conosce il proprietario John Milton (Al Pacino) e, inizialmente, rimane affascinato dai suoi modi, ma con il trascorrere del tempo l'aura dell'uomo si caricherà di oscurità e pericolo.

In quello che è il suo più grande successo commerciale dopo Ufficiale e gentiluomo (1982), Taylor Hackford costruisce un film stratificato ma semplice alla fruizione del pubblico più vasto: basandosi sul romanzo omonimo di Andrew Neiderman, carica la storia delle influenze suggestive del Paradiso perduto di John Milton (con qualche spruzzata della Divina Commedia dantesca) e costruisce un film su misura per l'estro recitativo di Al Pacino. Nei panni del signore delle tenebre, quest'ultimo è talmente a suo agio da eclissare ogni altro elemento presente sullo schermo, il che ha anche i suoi effetti negativi: se Pacino gigioneggia, Keanu Reeves, a sua volta, appare fin troppo ingessato e sobrio, così da non rendere del tutto credibili, narrativamente parlando, gli eccessi strutturali. Ciò nonostante, Hackford dirige sapientemente, tratteggiando al meglio delle sue possibilità la fotografia di Andrzej Bartkowiak e gestendo magnificamente le scenografie di Bruno Rubeo. Buoni anche gli effetti speciali, che esplodono in tutta la loro efficacia nell'esuberante e vorticoso finale. Scritto da Jonathan Lemkin e Tony Gilroy.

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