La locandina del film "Bacurau"
Una scena di "Bacurau"

Bacurau, piccola comunità nel cuore del Brasile, piange la morte della sua matriarca, Carmelita, scomparsa a 94 anni. Nei giorni immediatamente successivi, il paese scompare misteriosamente dalle mappe e gli abitanti si vedono costretti ad affrontare un attacco paramilitare del regime che ha il controllo del Paese.

Viaggio nelle pieghe più dolorose di una nazione piegata dalla mostruosità di un potere fuori controllo, il film di Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho denuncia, attraverso la lente deformante e al tempo stesso iperrealistica dell'apologo sci-fi, lo status quo del Brasile contemporaneo. L'urgenza di mettere in scena un crudissimo racconto metaforico che scuota le coscienze e spinga a riflettere sull'attualità, è l'aspetto più interessante di un film disomogeneo ma al tempo stesso solidissimo nella sua capacità di far esplodere le potenzialità metaforiche del cinema, rileggendo la fantascienza distopica. «A few years from now...»: questa la didascalia con cui i due registi pernambucani, anche responsabili della sceneggiatura, gettano uno sguardo viscerale, arrabbiato e partecipe verso il loro paese. Al di là di qualche momento di stasi, il film vive di una atmosfera sospesa che immerge gradualmente lo spettatore verso una esplosione stilizzata di violenza, che diventa baluardo ultimo per perseguire un incontestabile ideale di libertà e legittima affermazione della propria identità. La presenza della morte, già visibile dalla prima sequenza, diventa uno spettro con cui fare i conti nel quotidiano, in un Paese che deve fronteggiare una condizione sociale disumana. Nonostante alcune intuizioni rimangano parzialmente fuori fuoco (in primis la presenza della tecnologia digitale come strumento di sorveglianza totalizzante), la pellicola rimane un potente grido di ribellione che colpisce per la sua marcata e perfettamente calibrata dimensione politica. Il Brasile governato dall'ex capitano dell'esercito Jair Bolsonaro, populista di estrema destra in carica dal gennaio 2019, vive sullo schermo grazie a un iperrealismo brutale e senza compromessi che spinge a riflessioni tutt'altro che scontate. Tra i membri del cast, si segnalano Sonia Braga (già protagonista del precedente film di Kleber Mendonça Filho, Aquarius) e Udo Kier alle prese con due personaggi non semplici da interpretare. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2019, dove ha vinto il Premio della Giuria, ex aequo con Les Misérables (2019).

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