La locandina del film "Blow"
Una scena di "Blow"

Vera storia di George Jung (Johnny Depp), trafficante di stupefacenti affiliato al cartello di Medellìn, operativo negli anni Settanta e Ottanta. Tra droghe, criminali e il rapporto burrascoso con la bella e folle Mirtha (Penélope Cruz) la sua parabola si disegna e crolla inevitabilmente.

Con un design alla ricerca (un po' forzata) dell'effetto cool vintage, Ted Demme, nipote del più celebre Jonathan, ritrae la controversa figura di George Jung, amico della star dei narcos colombiani Pablo Escobar (Cliff Curtis, nel film), selvaggio ma al contempo ingenuo, eccessivo ma anche preoccupato di conquistare l'affetto della figlia. Depp è bravo a tracciare il percorso decadente (anche fisico) dell'arricchito e poi redento spacciatore, mentre Penélope Cruz, esagitata compagna, è stata nominata come peggior attrice ai Razzie Awards del 2001. Il film fatica non poco a tenere la durata (oltre due ore), nonostante la presenza di scene d'azione ad alto tasso tensivo: la rappresentazione glamour del mondo dello spaccio che presto mostra il suo lato squallido non basta a riempire i vuoti di una sceneggiatura non sempre all'altezza. Si riscatta la colonna sonora, piena di chicche anni Sessanta e Settanta, dai Rolling Stones ai Lynyrd Skynyrd, dai Cream a Bob Dylan. Alla fine del film appare la foto del vero Jung. Curiosità: la figlia Kristina, che si era sempre rifiutata di incontrare il padre, ha cambiato idea dopo aver visto Blow. Ultimo lungometraggio di finzione diretto da Ted Demme, scomparso a soli 38 anni a causa di un infarto.

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