La locandina del film "Border – Creature di confine"

Border – Creature di confine

Gräns

GENERE:

Fantasy, Thriller

NAZIONE:

Svezia, Danimarca

Anno:

2018

Durata:

101 min

Formato:

col

Tina (Eva Melander), una donna dai tratti deformi e respingenti, ha un talento unico: riesce a fiutare (nel senso letterale del termine) le cattive intenzioni di chi le si avvicina alla dogana portuale. Quando però incontra Vore (Eero Milonoff), un viaggiatore che apparentemente non emana alcun “odore”, finisce per innamorarsene perdutamente…

Tratto da un testo di John Ajvide Lindqvist (che insieme al regista del film firma la sceneggiatura), Border – Creature di confine è un racconto fantasy che cerca di fare del concetto di limite la sua base tematica principale. L’uomo e la donna, l’apparenza e la sostanza, la realtà e l’immaginazione sono solo alcuni degli opposti che inevitabilmente finiranno per scontrarsi e restituire un disorientante sentimento di incertezza, tipico degli anni a noi più contemporanei. Tracciare un confine, sentimentale o fisico, così come scegliere da che parte risieda la ragione o il torto, risulta sempre più complesso (non è un caso che di mestiere la protagonista lavori in una zona di transito dove deve occuparsi di decretare chi accogliere e chi respingere). Minati da pregiudizio e diffidenza nei confronti dell’altro, i protagonisti non potranno però fare a meno di lasciar parlare le loro emozioni, come se fossero gli unici elementi sui quali poter basare una coscienza critica. A una prima parte decisamente più indovinata e affascinante, Ali Abbasi ne affianca una seconda troppo confusa e barocca. Il film non sempre indovina le atmosfere giuste e le (troppe) svolte narrative proposte rischiano di destabilizzare la visione dei più. Interessante la commistione di generi che, formalmente parlando, riesce a restituire l’impossibilità di creare un confine netto tra due mondi opposti (il fantasy e il realismo), lasciando allo spettatore il compito di interpretare cosa sia frutto di immaginazione e cosa invece di un’ipotetica realtà, ma non basta. Premiato, un po’ generosamente, come miglior film della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2018.

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