La locandina del film "Il buio oltre la siepe"
Una scena di "Il buio oltre la siepe"

Scout (Mary Badham) è una vivace ragazzina dell'Alabama che vive in una cittadina rurale con il fratello Jem (Phillip Alford) e il padre, il nobile avvocato Atticus Finch (Gregory Peck). Nel giro di un paio di estati, Scout imparerà sulla propria pelle la pericolosità dell'ignoranza e gli orrori della segregazione razziale.

Tratto dall'omonimo capolavoro letterario di Harper Lee, Il buio oltre la siepe è una delle più famose trasposizioni cinematografiche che siano mai state realizzate, con un grandioso Gregory Peck nel ruolo dell'iconico avvocato Finch, un monolite di grazia e umanità dai valori morali incrollabili e dal senso civico elevatissimo. Il racconto di formazione è la chiave che conferisce alla pellicola un'aria quasi fiabesca, mostrando le complesse vicende degli adulti attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzini in cerca di avventura, che non riesce a spiegarsi l'accanimento della cittadina nei confronti di un innocente. Puntuale ritratto di un'America che, per fortuna, non dovrebbe più esistere, il film inquadra alla perfezione i bifolchi privi di cultura, animaleschi, che dal basso del proprio degrado pretendono di trattare la comunità nera con disprezzo e superiorità, strumentalizzandola a loro piacimento. La sottotrama che riguarda “Boo” Radley (un quasi esordiente Robert Duvall) muove ancora una condanna fermissima contro la società perbenista dei pregiudizi, per cui è bene stigmatizzare un debole bollandolo come matto del villaggio e al contempo coprire le nefandezze di un “onesto lavoratore” come lo spregevole Bob Ewell (James Anderson), vero mostro del film. Se un limite si può trovare, risiede nella necessaria ma un po' frustrante brevità con cui vengono restituiti alcuni passaggi rispetto alla fonte letteraria, portando anche al taglio di alcuni personaggi potenzialmente molto interessanti. Per il resto, grazie alle interpretazioni perfette, al ritmo serrato e alla profondità del soggetto, si tratta di un classico intramontabile, da vedere e rivedere. Tre premi Oscar: miglior protagonista a Gregory Peck (premiato anche con il Golden Globe), miglior sceneggiatura non originale e miglior scenografia.

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