La locandina del film "Capri-Revolution"
Una scena di "Capri-Revolution"

Capri, 1914. Mentre la Prima guerra mondiale è ormai alle porte, la comunità rurale isolana sembra di fronte a un radicale cambiamento. La giovane contadina Lucia (Marianna Fontana), fortemente radicata alle tradizioni del luogo, rimane sempre più affascinata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat), giovane pittore nord europeo a capo di una comune di artisti dallo spirito libero...

Dopo aver affrontato il Risorgimento con Noi credevamo (2010) e la complessa figura di Giacomo Leopardi ne Il giovane favoloso (2014), Mario Martone torna a confrontarsi con un preciso momento storico italiano, con la forte intenzione di parlare anche del presente attraverso la memoria. Prendendo ispirazione dalla vita dal pittore e attivista Karl Wilhelm Diefenbach, pioniere del movimento pacifista e naturista, Martone ha realizzato un affresco di impronta verista di notevole suggestione, concepito come un elegia della luce (con il paesaggio autentico co-protagonista) e della bellezza (dell'Arte e del corpo). Lo sguardo poetico dell'autore diventa autentico volano per mettere in scena una esperienza sensoriale tra contemplazione, impegno politico e semplice flusso di suggestioni visive. La sotterranea sensualità, compromessa quando i desideri della carne si fanno più espliciti (e posticci) e si approfondiscono le dinamiche all'interno della comune, rischia però troppo spesso di diventare semplice esibizione artistica, nonostante alcuni passaggi lirici colpiscano nel segno. Ma il vero cuore pulsante della storia rimane il suo versante politico, che mette al centro interessanti riflessioni sul desiderio di cambiamento e la volontà di integrazione, abbattendo ogni forma di preconcetto. Molto più didascalici i continui rimandi allo scontro tra spiritualismo e materialismo, condotto attraverso una pedante contrapposizione dialettica tra Seybu, incarnazione della purezza dell'Arte, e Carlo (Antonio Folletto), dottore del paese simbolo della Scienza. Un film di indubbio fascino, dalla non nitida traiettoria narrativa ma, in ogni caso, nobilitato da una forte idea di cinema di amplissime vedute. Una pietra preziosa che però troppo spesso cede a una autorialità poco costruttiva (la sequenza virata in rosso, ad esempio) o cade in banali didascalismi nella scrittura dei personaggi secondari. Intensa prova di Marianna Fontana all'interno di un cast di discreto livello. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2018.

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Dal 20 dicembre 2018

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