La locandina del film "La città ideale"

L'architetto Michele Grassadonia (Luigi Lo Cascio) è un ecologista convinto. Da Palermo si è trasferito a Siena, che considera la città ideale dove costruirsi una vita dal minimo impatto ambientale. Ma a causa di questa sua visione, per certi versi estrema, dovrà fare i conti con diversi problemi.

L'esordio alla regia di Luigi Lo Cascio si avventura tra le tinte fosche del noir, attraverso un'ambientazione buia lontana dalle immagini soleggiate e romantiche tipiche della Toscana. La Siena che viene mostrata è notturna, piovosa, grigia e i suoi abitanti hanno poco a che spartire con l'ospitalità e la spigliatezza: sono persone opportuniste, che alla prima difficoltà sono pronte a emarginare ed escludere il prossimo. Il protagonista, ben interpretato dallo stesso Lo Cascio, è un personaggio problematico che conquista per la sua sfuggente caratterizzazione, incapace di provare e trasmettere emozioni e di esprimere l'evidente disagio che vive. Ma la cornice narrativa stenta a trovare una propria dimensione personale e la vicenda procede spesso a tentoni. La regia, però, ha alcuni guizzi discreti (l'inserimento di alcune brevi scene animate) soprattutto tenendo conto che si tratta di un'opera prima. Complessivamente non è malaccio, nonostante alcune ingenuità di troppo.

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