La locandina del film "City of Lies"

Russell Poole (Johnny Depp) è un ex-detective che ha dedicato la sua vita al caso, mai risolto, degli omicidi delle due star del rap Tupac Shakur e The Notorious B.I.G. avvenuto alla fine degli anni Novanta. Vent'anni dopo riceve la visita di Jack Jackson (Forest Whitaker), un reporter dell'ABC che a sua volta legò a quel caso il suo unico momento di notorietà, realizzando il documentario che gli valse un Emmy Award. I due conducono insieme una nuova indagine decisi a smascherare il coinvolgimento della corrotta polizia di Los Angeles.

Tratto dal libro reportage LAbyrith di Randall Sullivan, City of Lies di Brad Furman è un prodotto statico e convenzionale, che s’inoltra nei meandri del mondo poliziesco a stelle e strisce attraverso una sceneggiatura di spiccata verbosità nel tentativo, fin troppo sbandierato, di riportare i riflettori su uno scottante caso di cronaca nera risalente all’America di circa vent'anni fa e di ridare lustro a un agente e alla sua ostinazione, non priva di chiaroscuri, nell’inseguire la verità. I personaggi sono però abbastanza sacrificati in nome del disegno complessivo, che si avvale di un profluvio di ricostruzioni e dettagli, alternando due piani temporali (il presente e il passato legato alle indagini di Poole) e trovando in tale frattura cronologica un’evidente e controproducente penalizzazione. Il quadro d'insieme è infatti piuttosto caotico, l’istanza militante di tutta l’operazione decisamente farraginosa e meccanicamente calata dall’alto e ogni quadro psicologico irrimediabilmente schiacciato da un copione che smarrisce molto del suo potenziale nell’accumulo di dati, in un’ansia di completezza che ha poco a che vedere con la necessaria sintesi e le esigenze espressive del mezzo cinematografico. Le intenzioni dietro il progetto sono senz’altro nobili, ma non bastano. Il cast si limita a timbrare il cartellino e c’è da registrare l’ennesima prova col pilota automatico di Johnny Depp, il cui litigio con un location manager sul set del film ha impedito alla pellicola di uscire negli Stati Uniti. Sul distretto corrotto di Rampart (2011) era incentrato anche l’omonimo film di Oren Moverman sceneggiato da James Ellroy, di ben altra fattura.

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Dal 10 gennaio 2019

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