La locandina del film "Climax"
Una scena di "Climax"

Un gruppo di giovani ballerini si ritrova per una serata a ritmo di musica in un rifugio isolato nel mezzo delle nevi. Poco alla volta il clima diventa sempre più diabolico ed eccitato finché il party non si trasforma in un vero e proprio incubo.

A tre anni di distanza dal precedente Love (2015), il provocatore per eccellenza Gaspar Noé torna dietro la macchina da presa per dare vita a una discesa negli abissi più reconditi della convivenza tra esseri umani (manifestata non solo dalla metafora del collettivo protagonista del film, ma anche dalla bandiera francese che domina la scenografia). Ricalcando il canovaccio di una pellicola horror, Climax è un vortice di tensione e violenza (tanto fisica quanto psicologica) che costantemente porta lo spettatore verso un baratro profondissimo dal quale sembra impossibile riemergere. Lo stile visionario e avvolgente del regista è presente sin dalle prime sequenze dove i giochi di luce, la musica e le coreografie restituiscono uno spettacolo lisergico di grande fascino. Le intuizioni davvero significative, però, si esauriscono ben presto e Noé si limita a stupire il pubblico con alcune trovate anticonvenzionali che da sempre caratterizzano il suo cinema (i titoli di coda posti all'inizio del film, i credits al centro della narrazione, i cartelli ribaltati sul finale) ma che risultano assolutamente fini a se stesse e incapaci di stimolare un discorso più approfondito. Se è vero che Climax si presenta, quindi, come un divertissement senza troppe pretese, è proprio anche nei momenti più concitati che il progetto non riesce mai a inserire la marcia più adeguata, adagiandosi su sinuosi ed estenuanti piani sequenza mirati a nascondere lacune narrative e tematiche più che a restituire, tramite la forma filmica, un concetto autoriale degno di questo nome. Una provocazione cinefila evidente sin dalla sinossi ufficiale: «Birth and death are extraordinary experiences. Life is a fleeting pleasure». Presentato alla Quinzaine des réalisateurs del 2018.

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