La locandina del film "Cobra"
Una scena di "Cobra"

Marion Cobretti detto Cobra (Sylvester Stallone), tenente dai metodi spicci e brutali, è sulle tracce di una banda di psicopatici che fa strage di innocenti per punire una società corrotta. Dovrà proteggere la testimone Ingrid (Brigitte Nielsen) e scoprire la talpa che si nasconde tra i suoi colleghi.

George Pan Cosmatos adatta il romanzo Fair Game di Paula Gosling e confeziona un poliziesco tutto muscoli e adrenalina, completamente basato sulle prodezze del granitico Sylvester Stallone (iconicamente connotato da occhiali da sole, giubbotto in pelle e stecchino tra le labbra). Ma la sceneggiatura (firmata dallo stesso protagonista) è sconclusionata, i dialoghi toccano ineffabili vertici di ridicolo («Tu sei il male, io sono la cura», sentenzia Cobra) e il cattivo di turno (la “belva”, interpretata da Brian Thompson), perenne espressione beota, risulta più comico che inquietante. Insipido, con un discutibile messaggio di fondo sull'utilità della giustizia privata. Stallone e la Nielsen, all'epoca, erano marito e moglie. Plurime (e più che giustificate) candidature ai Razzie Awards.

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