La locandina del film "Confessioni di una mente pericolosa"

Confessioni di una mente pericolosa

Confessions of a Dangerous Mind

Una scena di "Confessioni di una mente pericolosa"

Autore e conduttore televisivo ma anche spietato killer al servizio della CIA: questa è la doppia vita di Chuck Barris (Sam Rockwell). Il suo sogno è quello di creare show di intrattenimento e diventare famoso: Barris dà così vita a Il gioco delle coppie, La corrida e altri programmi emblema della cosiddetta tv spazzatura. La personalità scontrosa e violenta dell'uomo attira le attenzioni dell'agente Jim Byrd (George Clooney) che lo recluta come agente segreto e assassino su commissione.

George Clooney esordisce alla regia adattando (con la sceneggiatura di Charlie Kaufman) il romanzo autobiografico di Chuck Barris. Gran confezione e riuscito affresco d'epoca in cui il regista (che si ritaglia saggiamente un ruolo di comprimario) descrive contemporaneamente l'inesorabile scivolamento qualitativo verso il basso della televisione e il clima di sospetto e paranoia caratterizzante buona parte degli anni della Guerra Fredda (la storia parte alla fine degli anni cinquanta e si conclude all'inizio degli ottanta), estensione del caos emotivo ed esistenziale del protagonista dalla mente pericolosa. Una riuscita spy-story in cui, malgrado il ritmo di tanto in tanto latiti e lungaggini e ripetizioni facciano capolino, Clooney mette in luce non scontate doti di narratore di prim'ordine, concedendosi anche interessanti soluzioni visive che arricchiscono di ulteriori coloriture il disordine mentale di un personaggio disturbato e schizofrenico come Barris. Ottima la prova di Sam Rockwell, premiato come miglior attore al Festival di Berlino. Brad Pitt e Matt Damon, amici fraterni di Clooney, compaiono in un cameo come concorrenti de Il gioco delle coppie. Steven Soderbergh, altro grande amico del regista, è invece produttore esecutivo.

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