La locandina del film "Corri uomo corri"
Una scena di "Corri uomo corri"

Messico, inizi del Novecento. Il ladro Manuel Sanchez (Tomas Milian), soprannominato "Cuchillo" per la sua abilità nell'uso dei coltelli, è alla caccia di un carico d'oro destinato alla causa della rivoluzione popolare. Sulle sue tracce si metteranno sia il leader rivoluzionario Santillana (John Ireland) che lo sceriffo Cassidy (Donald O'Brien).

Sergio Sollima riprende il personaggio di Manuel "Cuchillo" Sanchez, interpretato ancora da Tomas Milian, già antagonista di Lee Van Cleef in La resa dei conti (1966). La pellicola non è considerabile come un vero e proprio sequel, sia per le differenti ambientazioni sullo sfondo delle rivoluzione messicana (topos dello spaghetti western), sia per i toni scanzonati e divertiti. Un film leggero che grava quasi interamente sulle spalle di un istrionico Tomas Milian, ben calato nella parte ma non sufficiente a reggere le sorti di una digressione di puro intrattenimento, penalizzata dall'eccessiva durata. Flebili intrecci e colpi di scena, banali caratterizzazioni e una storia d'amore tormentata fra il personaggio di Milian e l'agguerrita Dolores (Chelo Alonso) non sono sufficienti a salvare il film dall'anonimato, ferma restando l'assenza di velleità da parte dell'autore. Soggetto di Sollima, anche sceneggiatore con Pompeo De Angelis. Musiche di Bruno Nicolai (ed Ennio Morricone, non accreditato).

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