La locandina del film "Così ridevano"

Attraverso sei capitoli, uno per ogni giornata “emblematica” nell'arco dei sette anni che vanno dal 1958 al 1965, sono delineate le vicende di due fratelli siciliani emigrati al Nord. Giovanni (Enrico Lo Verso) raggiunge a Torino il fratello Pietro (Pietro Giuffrida), studente, per il quale si augura un futuro da professore. Intanto cerca di arrangiarsi per mantenere entrambi, finendo però con l'entrare nella cerchia di un malavitoso locale. Quando si renderà colpevole di un accoltellamento, sarà Pietro a prendersi la colpa, finendo per due anni in riformatorio nella natìa Sicilia. Al suo ritorno, forse, la famiglia sarà riconciliata nella città adottiva.

Ha vinto il Leone d'Oro della 55esima Mostra del Cinema di Venezia, questa coraggiosa pellicola, nella quale il regista sceglie il disincanto e la rassegnazione per raccontare il recente passato del Paese e indagare ancora una volta nei rapporti tra famigliari. Affida ancora a Lo Verso il ruolo di protagonista, un emigrato come tanti diviso tra le radici, il sogno di un riscatto sociale di cui vorrebbe si facesse carico il fratello e la necessità di “arrangiarsi” senza andare troppo per il sottile. Ma in questa Torino spesso notturna, solitaria e financo disumana, è il personaggio di Pietro a fare una scelta morale definitiva. È lui con la denuncia a sciogliersi dall'abbraccio famigliare, a tornare (detenuto) in Sicilia e forse anche a punirsi per il momento di debolezza in cui si era appropriato di un portafoglio in tram. Proprio il suo coraggio nell'uscire (disperatamente) da un destino apparentemente già scritto, risolleva il racconto dalla disperazione che pare far capolino a tratti, donando una dimensione universale a una vicenda che per altri versi rischiava di “soffocare” nella ricostruzione (pseudo) storica.

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