La locandina del film "Cowboys & Aliens"

Arizona, 1873. Jake Lonergan (Daniel Craig) si sveglia nel deserto, senza memoria e con un misterioso bracciale al polso. Viene aggredito da uomini a cavallo che vogliono riscuotere la taglia sulla sua testa: riesce a liberarsene e a fuggire, ma mentre cerca indizi sulla sua vita, dovrà fronteggiare degli alieni.

Basato sull'omonima graphic novel di Scott Mitchell Rosenberg, il film rappresenta un'insolita unione di western e fantascienza, secondo un modello di blockbuster ad alto budget (163 milioni di dollari) che punta tutto sullo spettacolo e lo stupore visivo. Nonostante ci sia Steven Spielberg tra i produttori esecutivi, il risultato rimane una baracconata grossolana e disomogenea, che finisce presto per girare a vuoto risultando inconcludente. Se l'aspetto estetico è l'unica nota abbastanza lieta (effetti speciali della Industrial Light & Magic), la sceneggiatura è un turbinio confusionario che pretende di unire mondi inconciliabili, scadendo spesso nelle assurdità più becere. Craig si dimostra impacciato, mentre è molto più gustosa la partecipazione di Harrison Ford nei panni del colonnello Dolarhyde.

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