La locandina del film "Il destino di un cavaliere"
Una scena di "Il destino di un cavaliere"

Il giovane scudiero William Thatcher (Heath Ledger) sta per vedere realizzato il suo sogno di diventare un prode cavaliere; l'occasione gli si presenta quando incontra per caso Geoffry Chaucer (Paul Bettany) che, in cambio di cibo e vestiti, gli dona alcuni documenti comprovanti un titolo nobiliare. Si iscriverà a un torneo per far colpo sulla bella Jocelyn (Shannyn Sossamon).

Un esperimento mal riuscito, quello del regista Brian Helgeland (sceneggiatore premio Oscar per L.A. Confidential di Curtis Hanson, 1997). Non convince il tentativo di contaminare due mood completamente in antitesi tra loro, l'antico e il moderno, che ha portato a un film improbabile con annessa vena comica fuori luogo (si pensi alla parte iniziale, con la folla che batte le mani al ritmo di We Will Rock You dei Queen, o alle scene da discoteca con suoni rap nel bel mezzo di un banchetto medioevale). Cast svogliato, in cui non spicca il protagonista Heath Ledger, totalmente inespressivo e privo di quel carisma in grado di colpire lo spettatore. Immotivati i 132 minuti di lunghezza, in cui le parti più incisive (i tornei) s'infiacchiscono perché ripetute a oltranza. Inconsistente.

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