La locandina del film "Dove eravamo rimasti"

Linda, in arte Ricki (Meryl Streep), ha preferito una carriera da rockstar alla vita in famiglia. È praticamente un'estranea per i suoi tre figli, ormai adulti, ma una telefonata del suo ex marito (Kevin Kline) la riporterà al nido domestico: la figlia Julie (Mamie Gummer) è caduta in depressione dopo essere stata abbandonata da suo marito e ha cercato di suicidarsi.

Scritto da Diablo Cody, il film riesce a trasmettere la grande passione che il regista Jonathan Demme ha sempre avuto nei confronti dell'universo musicale. Proprio come nei suoi documentari a tema (Neil Young: Heart of Gold del 2006 o Enzo Avitabile Music Life del 2012), Demme dimostra grande padronanza nella gestione delle performance della band di Ricki: perfetti tempi di montaggio, ottima scelta delle canzoni, grande coinvolgimento emotivo. Ma è proprio questo coinvolgimento che spesso manca nei momenti più statici, inficiati da alcuni dialoghi superficiali e da un andamento narrativo del tutto prevedibile e scontato. È un prodotto onesto, ma profondo soltanto a tratti, che riesce ad alternare bene i registri (dal dramma malinconico alla commedia leggera) ma fatica eccessivamente a tenere alto il ritmo. E, se il matrimonio conclusivo è girato con cura (viene in mente il sottovalutato e notevole Rachel sta per sposarsi del 2008), il buonismo dei minuti finali (un ultimo concerto con tutti gli invitati pronti a ballare) si poteva quantomeno evitare. I personaggi sono un po' stereotipati, fatta eccezione (in parte) per la protagonista, nei cui panni si muove un'inedita, convincente, strepitosa e scatenata Meryl Streep. Scelto come film d'apertura del Festival di Locarno 2015.

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