La locandina del film "Favola"

America, anni Cinquanta. La quotidianità della casalinga Mrs. Fairytale (Filippo Timi), moglie frustrata che si consola con l'amicizia della fedele Mrs. Emerald (Lucia Mascino), subirà un brusco cambiamento grazie a una scoperta inaspettata. Dall'omonimo spettacolo teatrale di Filippo Timi.

Diretta dal marito dell’attore, Sebastiano Mauri, l’operazione ricalca in maniera molto fedele lo spettacolo teatrale da cui è tratta, lavorando in maniera attenta ma non per questo non sgargiante e sopra le righe, sul tema dell’identità e dell’orientamento sessuale, con protagonista una casalinga transessuale nell’America puritana e perbenista degli anni ’50. Il décor è estremamente curato nella sua esuberante vena pop, agendo di riporto rispetto alle scenografie per il palcoscenico, ma non tutti gli elementi surreali sono incanalati nella giusta direzione e dosati con acume. Il brio, in ogni caso, non manca, e Timi ha l’occasione di gigioneggiare con pregnanza e di condensare buona parte della sua bravura, che al cinema, dopo una manciata di buoni ruoli al servizio di autori importanti, negli anni ha fatto più fatica a emergere. Fiabesco e borghese, con un evidente tono da macabra black comedy, Favola resta però un progetto che sul grande schermo perde completamente la sua identità, finendo per diventare una trasposizione assolutamente superflua. Il tentativo di congiunzione linguistica tra teatro, cinema e implicazioni queer viene affrontato a mo’ di serissimo sberleffo, gravato da un apparato di citazioni e rimandi eccessivamente stucchevoli, alla stregua, nelle intenzioni ma non oltre, del Pedro Almodóvar più rutilante. Presentato al Torino Film Festival.

Nei cinema

Dal 25 giugno 2018

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