La locandina del film "Furia cieca"
Una scena di "Furia cieca"

Vietnam: Nick Parker (Rutger Hauer) viene erroneamente dato per morto dopo un incidente in missione, causato dal suo compagno d'armi Frank Devereaux (Terry O'Quinn). Divenuto cieco, anni dopo torna in America per far sapere all'ex amico di averlo perdonato, ma si ritrova invischiato in loschi traffici: proprio per salvare Frank, dovrà sfoderare tutte le tecniche di combattimento con la spada apprese da un maestro vietnamita.

Sulla scia di prodotti e storie vicine alla tradizione giapponese, in primis la saga dedicata al personaggio di Zatoichi (iniziata con The Tale of Zatoichi, 1962, di Kanji Misumi), Furia cieca ripropone un moderno guerriero cieco, senza macchia e senza paura, che affronta con coraggio i nemici nonostante la sua invalidità, sconfiggendo sempre ogni avversario. Il samurai col volto di Rutger Hauer, e con l'affilatissima spada nascosta in un bastone, fu all'epoca una scelta in qualche modo postmoderna, grazie alla mescolanza di due culture cinematografiche diverse tra loro e ancora scevre alla contaminazione reciproca. Ma, al di là di tale riflessione, del film c'è poco altro da salvare: grossolano nella sceneggiatura, si perde in inutili ridondanze e può risultare godibile soltanto per un pubblico adolescente con ben poche pretese. Poco credibile Hauer, così come è del tutto scentrata la regia di Noyce.

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