La locandina del film "Gattaca – La porta dell'universo"

Gattaca – La porta dell'universo

Gattaca

Una scena di "Gattaca – La porta dell'universo"

Nel futuro, grazie ai passi avanti fatti dalla scienza, è possibile far nascere bambini con patrimoni genetici perfetti. Ma c'è ancora chi sceglie il concepimento naturale: così nasce Vincent (Ethan Hawke) che, nonostante non sia “idoneo”, cercherà in ogni modo di entrare nel programma spaziale.

Dopo aver diretto spot pubblicitari per la televisione, il neozelandese Niccol fa il suo esordio al cinema (anche come sceneggiatore) con un racconto fantascientifico di impostazione classica, con tanto di questione morale tra scienza, potere umano e identità, valorizzato da un visionario impianto narrativo contaminato dalle atmosfere e dai ritmi narrativi del giallo. Nel ricostruire il tempo della storia, il film guarda agli anni Sessanta, senza cedere ai tòpoi del blockbuster futuristico, ma anzi proponendo esplicite incursioni all'interno del cinema d'autore, rivestite con un efficace gusto rétro. Niccol trasferisce suggestioni che appartengono alla società contemporanea – primo fra tutti il mito della perfezione fisica – nell'affascinante rappresentazione di un mondo totalitario, asettico e huxleyano, anche se a volte l'eccessiva ambizione porta a soluzioni un po' fredde e gravate da un intreccio troppo lambiccato. Ma il disegno dei personaggi è di gran classe e il finale buonista, per una volta, convince ed emoziona. Un prodotto mainstream di buona eleganza, come dimostrano gli eccellenti contributi tecnici: fotografia di Slawomir Idziak e musiche di Michael Nyman. Miglior film e migliore colonna sonora al Sitges Film Festival, tra i maggiori festival internazionali dedicati al cinema fantastico.

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