La locandina del film "Il prigioniero coreano"

Il prigioniero coreano

Geumul

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Corea del Sud

Anno:

2016

Durata:

114 min

Formato:

col

Una scena di "Il prigioniero coreano"

L’umile pescatore nord coreano Chul-woo (Ryoo Seung-bum) vive un dramma a causa di un banale guasto al motore della sua barca: non riesce a evitare la deriva e si ritrova involontariamente nella vicina e ostile Corea del Sud. Resistere agli interrogatori e dimostrare di non essere una spia potrebbero non fargli riabbracciare i propri cari.

Dopo il poco riuscito Stop (2015), Kim Ki-duk torna in patria per sviluppare un soggetto politicamente impegnato che affronta i difficili rapporti tra le due Coree (così come già fatto in The Coast Guard del 2002). Il regista, in questo caso, decide però di affrontare il tema senza troppi fronzoli, focalizzandosi non solo sulle tensioni politiche, bensì anche sui contrasti sociali tra due nazioni decisamente agli antipodi. Sebbene l’analisi sociale sia credibile e accurata, anche se un po’ esacerbata, la messa in scena appare spesso grezza e incapace di trasmettere l’effettiva odissea del protagonista. Tutto il lirismo presente in opere come Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (2003) o La samaritana (2004) lascia completamente spazio al chiaro messaggio politico, strillato e troppo prolisso per risultare compiuto. Ottima la prova del protagonista, sempre in scena e costretto in un ruolo continuamente spinto al limite. Presentato nella sezione “Cinema nel Giardino” della Mostra di Venezia 2016.

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