La locandina del film "Giochi di Potere"

Giochi di Potere

Backstabbing for Beginners

GENERE:

Thriller, Drammatico

NAZIONE:

Usa, Danimarca, Canada

Anno:

2018

Durata:

108 min

Formato:

col

Michael (Theo James), giovane idealista che ottiene il lavoro dei suoi sogni alle Nazioni Unite come coordinatore del programma "Oil for Food", viene coinvolto nel mercato petrolifero del dopoguerra iracheno. Cercherà risposte nell'uomo di cui più si fida, Pasha (Ben Kingsley), esperto diplomatico nonché suo capo.

Thriller politico ispirato all’autobiografia e all’incredibile storia di Michael Soussan, in cui si racconta del caso “Petrolio in cambio di cibo”, probabilmente il più clamoroso scandalo finanziario (e morale) nella storia delle Nazioni Unite, il film del danese Per Fly è la dettagliata e incandescente ricostruzione di un giovane diplomatico che si ritrovò a essere tentato dalla possibilità di denunciare tutto per uscire da un’impasse privata e pubblica, mettendo a repentaglio la sua carriera, quella del suo mentore e soprattutto l’amore della donna curda di cui era innamorato. Tra tangenti e incredibili segreti insabbiati, verità scomode da far coincidere a forza col consenso generale per sopravvivere, il film si configura come un’onesta e vibrante opera di tensione, che aggredisce senza troppi convenevoli l’oggetto della propria denuncia, anche se tale afflato comporta molte avventate semplificazioni dal punto di vista della drammaturgia e non pochi passaggi e colpi di scena, soprattutto quelli romantici, altrettanto semplificativi e sbrigativi, grossolani e tagliati con l’accetta. Nella raffigurazione di questo tritacarne all’insegna della doppiezza e del relativismo morale si poteva fare sicuramente meglio, ma il film almeno a tratti colpisce comunque nel segno pur con tutti i suoi limiti, a cominciare da un’impalcatura di sceneggiatura troppo verbosa ed esplicativa, che tuttavia non risparmia stoccate profonde e vergognose alla burocrazia umanitaria del primo scorcio XXI secolo, alle sue opportunistiche metamorfosi («Possiamo essere quello che vogliamo») e alle molteplici collusioni col nemico pubblico numero uno Saddam Hussein, celate millimetricamente dietro l’ostilità e le condanne di facciata. Ben Kingsley brilla nei panni di Pasha, luciferino e spietato diplomatico dalle sentenze agghiaccianti («I curdi non hanno nazionalità») che non rinuncia a un mucchio di ironia per tentare di seppellire i suoi aut aut corrotti e mercantili, mentre è più legnosa e limitante la prova di Theo James, che sembra un sosia meno versatile di James Franco. Piccolo ruolo per Jacqueline Bisset. Il vero Soussan ha collaborato in seguito con Time, BBC e New York Times.

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