La locandina del film "Il giro del mondo in 80 giorni"
Una scena di "Il giro del mondo in 80 giorni"

Phileas Fogg (Steve Coogan), bistrattato inventore londinese, sfida i membri dell'Accademia di Londra dicendo che riuscirà a girare il mondo in 80 giorni. Ad accompagnarlo nell'impresa, Passepartout (Jackie Chan), in fuga dalle forze dell'ordine dopo aver rubato una statua dalla Banca d'Inghilterra.

A distanza di 48 anni dalla nota versione diretta da Michael Anderson, Frank Coraci dà vita a una nuova trasposizione cinematografica della celeberrima opera letteraria di Jules Verne. Fallendo. Nominato anche a due razzie award, il film ha come vero protagonista Passepartout, un Jackie Chan senza dubbio simpatico, ma che ormai risulta spesso troppo ripetitivo, lasciando nell'ombra Steve Coogan, poco carismatico nel ruolo di Fogg. Eccezion fatta per qualche trovata divertente e per alcune scelte registiche azzeccate, la pellicola scade talvolta nel demenziale e in generale perde l'atmosfera british per accogliere l'azione in stile americano, con tutte le esagerazioni e i difetti annessi. Come Anderson, anche Coraci chiama a raccolta molte celebrità, ma con Arnold Schwarzenegger in versione statua di Rodin si arriva davvero a toccare il fondo.

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