La locandina del film "Gloria Bell"

Gloria (Julianne Moore), cinquantenne, è una madre e una nonna attenta, adora ballare nei club per single e, tra un amante e l'altro, non smette di credere all'amore. L'incontro con Arnold (John Turtrurro) potrebbe cambiare la sua vita.

Dopo Disobedience (2017), il regista cileno Sebastián Lelio firma il suo secondo film in lingua inglese, e per lui non è una pellicola come le altre: Gloria Bell è infatti un (auto)remake del suo Gloria (2013), film che era stato premiato al Festival di Berlino e che aveva dato al suo autore una notorietà internazionale, poi confermata e superata con Una donna fantastica (2017), che gli aveva regalato l’Oscar per il miglior film straniero. Con Gloria Bell, Lelio si conferma regista di notevole sensibilità, in grado di trattare con spessore la psicologia femminile e di trarre sempre il meglio dai suoi attori e, soprattutto, dalle sue attrici: è infatti semplicemente straordinaria Julianne Moore, capace di rendere credibile il suo personaggio con una delicatezza recitativa da pelle d’oca. È indubbiamente lei il vero valore aggiunto di un’operazione in cui, comunque, non pesa così tanto conoscere già la storia e l’andamento di partenza, seppur in alcune sequenze si abbia un po’ l’impressione di vedere una copia carbone del lungometraggio originale. Il film, però, riesce ad avere una propria personalità e ad appassionare, non solo per merito dell’attrice, ma anche per una fotografia luminosa e raffinata che punta su colori e giochi di luce diversi rispetto alla pellicola del 2013: molto importante in questo senso il lavoro di Natasha Braier, che già aveva mostrato il suo talento come direttore della fotografia di The Neon Demon (2016) di Nicolas Winding Refn. In fin dei conti, esattamente come l’originale, è un film che fa bene il suo dovere, grazie anche ad alcuni dialoghi ficcanti e a una messinscena comunque mai banale.

Nei cinema

Dal 7 marzo 2019

In TV

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