La locandina del film "Il grande capo"

Il grande capo

Direktøren for det hele

GENERE:

Commedia, Grottesco

NAZIONE:

Danimarca, Svezia, Francia, Italia, Germania, Islanda

Anno:

2006

Durata:

99 min

Formato:

col

Una scena di "Il grande capo"

Ravn (Peter Gantzler), titolare di un'azienda informatica, ha sempre tenuto nascosta la sua identità ai dipendenti, fingendosi sottoposto di un fantomatico “grande capo” che nessuno ha visto. Quando è costretto a vendere l'azienda a degli islandesi desiderosi di conoscere il proprietario, Ravn ingaggia l'attore fallito Kristoffer (Jens Albinus) per fargli interpretare il ruolo del grande capo. Kristoffer dovrà concludere la cessione ai nuovi acquirenti, ma ben presto la situazione gli sfugge di mano.

Una commedia vagamente beckettiana, in cui von Trier dà libero sfogo al suo lato più umoristico, mostrando anche una notevole e apprezzabile dose di autoironia. Il regista compare all'inizio e alla fine del film riflesso nelle finestre dell'edificio, mentre la sua voce fuori campo accompagna la narrazione, ma soprattutto si pone al centro dell'intero progetto filmico. Il grande capo è, infatti, il primo film in cui von Trier analizza se stesso, il suo cinema, il suo rapporto con attori (Kristoffer viene plasmato, usato e maltrattato a piacimento dell'invisibile e onnipotente boss) e spettatori (le cui varie tipologie sono rappresentate dagli impiegati): il tutto prendendosi costantemente in giro. Ma a interessare l'autore danese è anche la costruzione di una caustica e sagace parodia del mondo della finanza, soprattutto della sua aleatorietà grossolana e spietata. Meno cervellotica di quanto possa sembrare, un'operazione godibilissima, scandita da tempi comici assolutamente impeccabili e da un indovinato gusto per l'assurdo e il grottesco. Primo film girato con l'automavision, ovvero una tecnica di ripresa che utilizza una camera fissa comandata da un computer che decide, in maniera del tutto casuale, cosa riprendere.

Nei cinema

In TV

In streaming