La locandina del film "Il grande inganno"
Una scena di "Il grande inganno"

Jake Gittes (Jack Nicholson), investigatore privato, indaga su un caso di adulterio: deve pedinare Kitty (Meg Tilly), moglie di Julius “Jake” Berman (Harvey Keitel). Tra omicidi, affari sporchi e interessi inerenti a spartizioni petrolifere, la situazione degenererà rapidamente, portando Gittes ad affrontare un oscuro e tragico passato.

Jack Nicholson compie un'impresa ardua: realizzare il seguito di Chinatown, diretto nel 1974 da Roman Polanski. Il risultato è un pastiche che tenta inutilmente di guardare al noir di classica memoria, imbrigliato da una sceneggiatura (firmata, ancora una volta, da Robert Towne) confusa ai limiti dell'incomprensibilità e da parole dilaganti che soffocano l'azione, anziché esaltarla. Nicholson, gli va riconosciuto, si impegna al massimo, tentando qualche guizzo visivo e offrendo un'interpretazione più che decorosa; ma, nonostante la confezione impeccabile, il film appare piatto e senz'anima, limitandosi a rievocare vagamente (oltre che a far rimpiangere) l'irraggiungibile antecedente. Madeleine Stowe è Lillian Bodine, Eli Wallach è Cotton Weinberger, Frederic Forrest è Chuck Newty. Colonna sonora di Van Dyke Parks, fotografia di Vilmos Zsgimond.

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