La locandina del film "L'incredibile viaggio del fachiro"

L'incredibile viaggio del fachiro

The Extraordinary Journey of the Fakir

Dopo la morte della madre, l'indiano Aja (Dhanush) parte per Parigi sulle tracce del padre mai conosciuto prima, un prestigiatore parigino recatosi in India ad imparare l'arte dei fachiri. Giunto a destinazione, si rifugia in uno store Ikea affascinato da questo strano mondo così distante dalla sua India. Da qui, inizieranno una serie di disavventure che lo porteranno a girare l'Europa e a trovare l'amore della sua vita.

Maldestro film dal taglio fiabesco, incentrato su un giovane indiano che scopre da piccolo di essere povero e decide di non esserlo mai più nella sua vita, L’incredibile viaggio del fachiro è un film pensato secondo i crismi rutilanti di Bollywood ma girato con una sensibilità europea non all’altezza. Il risultato è un prodotto tronco e grossolano, zuccheroso e pieno di buchi narrativi, con tanti elementi smielati (l’aeroplanino da lanciare dalla Tour Eiffel per raggiungere la persona amata) e sequenze involontariamente comiche (il tassista che un minuto prima decanta le meraviglie di Parigi, e il secondo dopo si scaglia contro Uber). La cosa migliore del film sono proprio i fondali di una Parigi da cartolina, “10 volte più romantico di qualsiasi altro posto nel mondo in virtù di un campo geomagnetico”, tra vino, formaggio e vista dalla Basilica Sacré-Coeur di Montmartre, mentre abbondano verbosità e didascalismi e si passa senza colpo ferire dall’amore lesbo ai profughi africani da una scena all’altra, strizzando malamente l’occhio alla Francia di oggi (piccolo ruolo per il Barkhad Abdi di Captain Phillips). L’età fanciullesca e quella adulta del protagonista si alternano poi in maniera forzata e senza troppa fortuna e altrettanto impalpabile è l’apparizione, nella seconda parte, di Bérénice Bejo nei panni di una diva capricciosa e inflessibile che dice di odiare Roma, anche se poi il film diventa un maldestro per quanto leggiadro e innocuo ibrido tra Sognando Beckham (2002), Mangia, prega, ama (2010) e To Rome with Love (2012), tra paparazzi scatenati, passeggiate alla Fontana di Trevi e altre cartoline romane d’accatto (il marito “cinematografaro” di lei è una macchietta che nel doppiaggio italiano parla con uno strano e posticcio accento del nord). Da segnalare la bella scena del ballo, travolgente e dinoccolato, con una scatenata performance del protagonista. Inguardabile, tuttavia, il finale, con il viaggio il mongolfiera, dei risibili sviluppi tra il comico e il rocambolesco e lo stesso tassista che incredibilmente viene ribeccato dalla fidanzata di Aja e si lascia andare a profezie divinatorie nel traffico. Piccola apparizione dell’attore siciliano Marcello Mozzarella, nel Campidoglio romano, sotto la riconoscibilissima statua dell’imperatore Marco Aurelio.

Nei cinema

Dal 4 luglio 2018

In TV

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