La locandina del film "Io sono Li"

Shun Li (Zhao Tao), immigrata cinese, lavora come barista in un'osteria di Chioggia per pagare i debiti e riuscire a far arrivare suo figlio dalla Cina; Bepi detto il "Poeta" (Rade Šerbedžija) è un vecchio pescatore jugoslavo che vive in Italia da trent'anni. Tra i due nasce un sentimento, visto con sospetto dagli abitanti del posto.

Andrea Segre realizza una favola delicata, onirica e sussurrata, rinunciando a manierismi e a scacchi emotivi per arrivare direttamente alla questione umana. L'incontro tra i personaggi è un pretesto per parlare dell'alienazione, un modo per far dialogare culture diverse e percorrere lo spettro di credenze umane, rielaborando la materia filmica non in salsa socio-politica, bensì come emblema di metamorfosi, con riferimenti sociologici all'adattamento e alle storie dei singoli individui. Titolo che rimanda al problema di identità e alla ricerca di un'appartenenza, permeato da un'invidiabile (e umanissima) onestà di intenti, sfortunatamente minato da una tendenza al facile sentimentalismo e da un finale troppo prevedibile. Per il resto, però, è un'operazione sorprendente e quasi impeccabile. Giuseppe Battiston è Devis. Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia e vincitore di un David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

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