La locandina del film "Jobs"

La vita di Steve Jobs (Ashton Kutcher), da quando era un semplice studente al Reed College fino alla creazione dell'iPod nel 2001.

Un fallimento annunciato. È stato un flop ai botteghini ed è stato massacrato dalla critica questo biopic sul leggendario fondatore della Apple ma, d'altronde, con tali premesse non si poteva proprio aspettarsi di meglio: il regista Joshua Michael Stern, qui al suo terzo lungometraggio, non ha mai dimostrato un minimo di talento con i suoi lavori precedenti; lo sceneggiatore Matt Whiteley un esordiente alle prime armi; il protagonista Ashton Kutcher privo dell'esperienza necessaria per un ruolo tanto complesso. Come dire, “dilettanti allo sbaraglio”, e il risultato non poteva che essere disastroso, o quasi. È un biopic convenzionale e stereotipato, che regala poche emozioni mentre è pieno di retorica e cadute di stile, soprattutto con l'approssimarsi della conclusione. Gli autori non sono riusciti a riportare sullo schermo il carisma di Jobs e hanno dato vita a un prodotto superficiale e privo di riflessioni degne di nota. Adatto soltanto a chi non sa nulla del grande imprenditore: chi vuole approfondire competenze già acquisite è meglio che ci stia alla larga per non perdere tempo.

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