La locandina del film "Joe"
Una scena di "Joe"

La squallida quotidianità di Joe Ransom (Nicolas Cage), solitario ex galeotto, viene sconvolta dall'incontro con Gary (Tye Sheridan), quindicenne provato da una vita difficile a causa del padre alcolizzato (Gary Poulter). Tra i due nasce un rapporto profondo, che causerà una serie di drammatiche conseguenze.

Il regista David Gordon Green (George Washington, del 2000, Prince Avalanche, del 2013) adatta l'omonimo romanzo di Larry Brown e delinea la situazione di stallo di un'umanità dolente e miserabile, intrappolata in un Texas ostile nei paesaggi e nei volti, in cui il concetto stesso di confine (fisico e morale) non ha più alcun significato. Metafora di questo universo privo di sogni e di illusioni è il protagonista Joe, deluso dalla vita e alla disperata ricerca di un'irraggiungibile seconda occasione. Un film amaro e sincero, spietato nel demolire i miti americani, che si affida però a un uso eccessivo dello stereotipo e della caricatura nella raffigurazione della provincia e dei suoi abitanti. Memorabili, in ogni caso, alcune sequenze cariche di violenza belluina (i confronti tra Gary e il padre, interpretato da uno straordinario Gary Poulter) e la performance di Nicolas Cage, notevole nell'incarnare l'ossessione del controllo vanificata dall'inevitabile esplosione. Avvolgente fotografia di Tim Orr. Presentato in concorso alla 70ª edizione del Festival di Venezia; premio Marcello Mastroianni al giovane emergente Tye Sheridan.

Nei cinema

In TV

In streaming