La locandina del film "La kryptonite nella borsa"
Una scena di "La kryptonite nella borsa"

Napoli, 1973. Peppino (Luigi Catani) è un bambino bruttino, cresciuto in una famiglia chiassosa. La madre (Valeria Golino), dopo aver saputo del tradimento del marito (Luca Zingaretti), è caduta in depressione e il piccolo passa le giornate tra gli sgangherati zii hippie e i consigli del fantasma del cugino Gennaro (Vincenzo Nemolato), che si credeva Superman.

Il film prende spunto dall'omonimo romanzo dello stesso regista e ha un'impostazione quasi favolistica, con una voce fuori campo di commento che racconta le vicende di una famiglia sopra le righe e di personaggi che potrebbero appartenere davvero al mondo delle fiabe. Le atmosfere anni Settanta dallo stile colorato e vintage colpiscono nel segno e i dialoghi non sono scritti male; peccato, però, che l'impianto narrativo proceda ricalcando una linea poco innovativa, agrodolce e disincantata, sulla famiglia disfunzionale, non restituendo ai simpatici personaggi di contorno l'attenzione che avrebbero meritato. Un risultato discontinuo, non del tutto privo di suggestioni ma nemmeno pienamente riuscito. Presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011.

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