La locandina del film "Charley Thompson"

Charley Thompson

Lean on Pete

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Gran Bretagna

Anno:

2017

Durata:

121 min

Formato:

col

Una scena di "Charley Thompson"

Adolescente segnato da una esistenza ai margini, Charley Thompson (Charlie Plummer) deve affrontare le difficoltà di una situazione famigliare poco accomodante. Indipendente e poco incline a relazionarsi con gli altri, il giovane stringe amicizia con il dimesso addestratore di cavalli da corsa Del (Steve Buscemi) e con lui spera di iniziare una nuova vita, anche grazie allo speciale rapporto che instaura con il cavallo Lean on Pete.

Tratto dal romanzo La ballata di Charlie Thompson di Willy Vlautin, il quarto lungometraggio per il cinema di Andrew Haigh (anche sceneggiatore) è un racconto che conferma la notevole sensibilità del proprio autore, capace di mantenere sempre la giusta distanza dai personaggi sottolineandone le emozioni con sguardo pudico. Una parabola esistenziale, quella del protagonista Charley, scandita in dolorose tappe che diventano un sofferto percorso di formazione segnato da una profonda dignità individuale. Funzionale cornice entro cui si muove il giovane è una degradata provincia americana colta nei suoi aspetti più intimi, capace di diventare il punto di partenza di un viaggio che sembra aggiornare il Mito della Frontiera (il cavallo, simbolo del vecchio West, qui autentico confidente, il Wyoming come meta ultima, le ampie distese in campi lunghissimi, il titolo stesso dell’opera letteraria di partenza). Umanissimo, tenero e toccante, il film, appesantito nella prima parte da una serie di circostanze poco personali che fungono da premesse quasi obbligate, acquista sempre più spessore con il passare dei minuti. Haigh sa cavalcare i sentimenti tenendo a briglia corta ogni possibile deriva retorica, nonostante la compattezza dei suoi precedenti lavori Weekend (2011) e 45 anni (2015) sembri qui a tratti smarrita. La perfetta sovrapposizione tra l’esistenza di Charley e la purezza con cui viene approcciata la dimensione paesaggistica, in ogni caso, lascia il segno. Un’opera a tratti poco incisiva ma preziosa in ogni sua sfaccettatura, sostenuta da un azzeccatissimo finale. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

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