La locandina del film "Les Misérables"

Les Misérables

Les Misérables

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Francia

Anno:

2019

Durata:

102 min

Formato:

col

Una scena di "Les Misérables"

Stephane (Damien Bonnard) si unisce all'unità operativa di un dipartimento speciale di polizia che milita nelle periferie parigine per garantire un equilibrio in città. Il rapporto con i suoi nuovi colleghi stenta a consolidarsi ma il clima diventerà insostenibile quando un drone li riprende in azioni scellerate nei confronti di un gruppo di adolescenti.

Tratto da un cortometraggio diretto proprio da Ladj Ly, l'esordio del regista francese è un thriller contemporaneo teso e dinamico, capace di mettere in mostra il talento visivo del giovane cineasta, senza tuttavia riuscire a sorprendere più del dovuto. Raccontando la "classica" guerra (morale, prima ancora che civile) tra bene e male, buoni e cattivi, poliziotti e delinquenti, il cui il confine diventa sempre più labile e rende non semplice decidere da che parte schierarsi, Les Misèrables vuole restituire il clima di incertezza proprio della Francia odierna, unita apparentemente dalla vittoria ai mondiali di calcio del 2018 ma pronta a far scorrere il sangue dei propri connazionali per le strade. Se il film trova maggior fortuna nelle sequenze più concitate e crude, complessivamente Ly non riesce a sostenere un progetto tutto sommato prevedibile e poco originale, dove non mancano le intuizioni interessanti (la presenza del drone e il parallelismo con l'opera di Victor Hugo su tutte) che vengono però ben presto accantonate per timore di risultare troppo criptici o poco chiari negli intenti più autoriali. Non deve quindi sorprendere la bidimensionalità di alcuni personaggi che finiscono troppo spesso per risultare delle macchiette prefabbricate e poco approfondite: il film non vuole scavare più del dovuto ma giocare al meglio con elementi più che consolidati per dar vita a un racconto cinematografico accomodante e poco rischioso. Presentato in concorso al Festival di Cannes dove ha vinto il Premio della Giuria, ex aequo con Bacurau (2019).

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