La locandina del film "La linea d'ombra"

A Singapore, fine Ottocento, un giovane ufficiale (Marek Kondrat) accetta l'incarico del comando di una nave per un viaggio nei mari del sud est asiatico. Per l'uomo si tratta della prima volta come comandante: il viaggio si rivela però un incubo, a causa di una bonaccia lunghissima che mette a dura prova l'equipaggio, scatenando a bordo un'epidemia di malaria. Il capitano può contare solo sull'aiuto del cuoco (Tom Wilkinson).

Andrzej Wajda mette in scena, su incarico della inglese Thames Television, uno dei grandi capolavori di Joseph Conrad, gigante della letteratura inglese di inizio secolo ma di nascita polacca (il vero cognome era Korzeniowski). Per adattare il romanzo breve La linea d'ombra, Wajda si avvale della collaborazione alla sceneggiatura di Boleslaw Sulik, ma se il racconto è la narrazione simbolica di un rito di passaggio, il film pare maggiormente concentrato sulla trama, sul mostrare le difficoltà del viaggio, sul lato di avventura marinaresca della vicenda. Ne risulta un'opera un po' incerta, sufficiente nella resa ma mai incisiva sui contenuti, in cui appare ben chiaro il poco entusiasmo dell'autore verso un lavoro su commissione. Bravo il giovane Tom Wilkinson (la cui carriera sarebbe esplosa solo alcuni decenni dopo) nella parte del cuoco Ransome.

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