La locandina del film "Lucky"

Lucky (Harry Dean Stanton) è un uomo anziano che vive un’esistenza fatta di piccoli gesti ripetuti giorno dopo giorno. Ogni mattina si sveglia, fa dei semplici esercizi fisici, frequenta gli stessi locali e incontra le medesime persone. La sua routine, però, rischia di spezzarsi a causa di un piccolo incidente domestico che gli porta alla mente pensieri che non aveva mai avuto in precedenza.

All’età di 54 anni il noto attore John Carroll Lynch (nella sua lunga filmografia si può ricordare Zodiac del 2007 di David Fincher) decide di esordire dietro la macchina da presa con questo dramma crepuscolare dagli echi western, che in mezzo a toni prettamente malinconici si concede anche più di qualche passaggio in chiave ironica e leggera. Ed è proprio l’alternanza di registri uno dei punti di forza di questa pellicola molto toccante, che punta su riflessioni esistenziali e filosofiche particolarmente elevate (a volte fin troppo), descrivendo il percorso di un uomo che si sta preparando a morire. Notevolissima, in questo senso, la scena in cui Lucky ammette di essere spaventato, ma sono diversi i momenti che colpiscono e ogni conversazione che il protagonista intrattiene con chi incontra lascia sempre qualcosa su cui riflettere. Il film si prende qualche piccola pausa qua e là, ma la messinscena resta comunque di buon livello e il coinvolgimento non viene mai meno dal primo all’ultimo minuto. Parte del merito va anche alla monumentale interpretazione di Harry Dean Stanton in uno dei ruoli più intensi della sua intera carriera: il personaggio di Lucky è scritto esattamente per lui e spesso si fatica a capire dove cominci il personaggio e finisca l’attore, o viceversa. Nel cast, però, si segnala anche la presenza del grande regista David Lynch, amico di Stanton da tanti anni, che interpreta uno dei clienti del locale che Lucky frequenta ogni sera. Presentato in concorso al Festival di Locarno 2017.

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Dal 29 agosto 2018

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