La locandina del film "Maria Maddalena"

Maria Maddalena

Mary Magdalene

Maria Maddalena (Rooney Mara), giovane donna giudea dal carattere resistente e docile, ma non per questo non sovversivo, rinuncia al matrimonio e al destino che la sua famiglia ha in serbo per lei. Si accosta, così, a Gesù di Nazareth (Joaquin Phoenix) e agli apostoli che gravitano intorno a lui, trovando, in quel gruppo di persone animate da singolare fervore religioso, un posto tutto suo.

Il regista australiano Garth Davis, dopo aver firmato Lion – La strada verso casa (2016), si cimenta con un biopic piuttosto inconsueto ed esangue dedicato alla figura di Maria Maddalena, “l’Apostolo degli apostoli”, con il chiaro intento di dare vita sul grande schermo a un’opera che restituisca alla figura dei Vangeli una riabilitazione totale, in termini di purezza e di integrità. Se lo spunto del film è dunque evidentemente e pretestuosamente a tesi, con Maria Maddalena angelicata in ogni sua componente anche grazie al physique du role di Rooney Mara, la forma adottata dalla confezione non fa meglio del contenuto: lo stile lirico e dimesso scelto da Davis è inerme e soporifero e, nonostante l’ancestralità terrena al contempo spirituale che dovrebbe venir fuori, incredibilmente patinato e posticcio, mai ieratico ma solo cadenzato e paralizzato. I cali di tono sono così vistosi da sembrare delle vere e proprie voragini, il montaggio è sciatto e approssimativo e il grado di coinvolgimento e passione è sotto zero, tanto che si salvano soltanto pochissimi passaggi e una manciata di paesaggi. Il finale è forse il nadir dell’intera operazione, dove si calca la mano in maniera frettolosa e precipitosa sul presunto conflitto tra Maddalena e gli Apostoli, facendola sembrare un’emula malmessa di quanto fatto da Yoko Ono con i Beatles, che allontanò dagli altri membri del gruppo Lennon, loro reale profeta, ma senza spingersi fino in fondo su quest’argomento scivoloso. Joaquin Phoenix, più che Gesù, sembra incarnare un’invasata parodia di se stesso ed è palese che sia stato diretto malissimo. Chiwetel Ejiofor è Pietro, Tahar Rahim Giuda Iscariota. Il film è stato girato in gran parte in Italia, in gran misura nella provincia di Trapani ma anche a Matera, Napoli, Roma.

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