La locandina del film "Mediterraneo"
Una scena di "Mediterraneo"

Durante la Seconda guerra mondiale, un gruppo di soldati italiani, capitanati dal tenente Montini (Claudio Bigagli), viene mandato a presidiare una sperduta isoletta greca. Gli abitanti del luogo, dopo una iniziale diffidenza, sono travolti dallo spirito goliardico dei militari: tra partite di calcio, infatuazioni amorose e feste improvvisate la permanenza sull'isola si rivela un'esperienza indimenticabile. Finito il presidio, non tutti i soldati decideranno di tornare a casa.

Capitolo conclusivo della "trilogia della fuga", preceduto da Marrakech Express (1989) e Turné (1990), il film è riassunto dal pensiero del filosofo francese Henri Laborit: «In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare» e dalla didascalia finale «Dedicato a tutti quelli che stanno scappando». Commedia dolceamara, diventata lo specchio dei rimpianti, delle fragilità e delle insicurezze della generazione a cui appartengono anche il regista e l'affiatato gruppo di attori (fra cui spiccano Diego Abatantuono, Claudio Bisio e Giuseppe Cederna). Persa la forte identità politica degli anni Settanta, lo Stato dimentica i suoi combattenti in un limbo sì felice, ma al contempo isolato e priva di collegamenti con l'esterno: il parallelismo tra realtà storica e finzione è fin troppo evidente. D'altro canto è vero anche il discorso inverso: i soldati si dimenticano di combattere per il proprio Paese, presi dal vivere in uno stato di leggerezza e malinconia. Gli ingredienti alla base del film appaiono ben amalgamati: la regia di Salvatores, vivace e disinvolta, ben si accorda alla sceneggiatura di Enzo Monteleone, lieve nel suo sguardo disincantato. Nel complesso il film diverte e scorre veloce, lasciando, però, l'amaro in bocca per ciò che poteva essere ma non è: troppi i passaggi didascalici e pochi i guizzi da segnalare. Il film è girato nella isola greca di Castelrosso (Megisti in lingua greca), posta a sud-est di Rodi, nel Dodecanneso. Oscar come miglior film straniero. Tre David di Donatello (film, montaggio e suono in presa diretta) e Nastro d'argento al regista del miglior film.

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