La locandina del film "La mélodie"
Una scena di "La mélodie"

Un violinista piuttosto deluso e ormai privo di entusiasmo, Simon (Kad Merad), si ritrova a insegnare musica a una classe di periferia, con la sfida titanica di portarli ad esibirsi alla filarmonica di Parigi. Il potere della musica, però, riuscirà a compattare un gruppo improbabile.

Storia d’amicizia e riconciliazione con se stessi e con la propria essenza profonda, La mélodie è un prodotto prevedibile in tutte le sue componenti, a cominciare dalla premessa di una classe-orchestra parigina segnata da giovani poco avvezzi a coltivare le proprie ambizioni e i propri talenti, che verranno ravvivati da un docente in apparenza disilluso ma in realtà accorato e appassionato, con molto da donare. Il format che il film cavalca è risaputo e ben noto, ma i momenti spassosi abbandono e la delicatezza con cui è tratteggiato il tutto è gioviale e raffinata, tutt’altro che bieca e retorica e in definitiva non così scontata. Incentrato sul concetto di pacificazione e sulla comunione d’intenti come grimaldello per superare qualsiasi difficoltà, il film è qua e là stiracchiato e programmatico (La classe di Laurent Cantet, del quale questo film è una specie di contraltare solare, è il riferimento più diretto), ma poggia in gran parte sulle spalle solide del protagonista interpretato da Kad Merad, attore chiave del cinema francese che si presta meravigliosamente tanto per le corde più buffe e istrioniche quanto per quelle più misurate e perfino malinconiche. I giovani e spesso irresistibili protagonisti, però, il più delle volte non sono da meno. Presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2017.

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Dal 26 aprile 2018

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