La locandina del film "Le meraviglie"

La monotona routine di quattro sorelle (Maria Alexandra Lungu, Agnese Graziani, Eva Lea Pace Morrow, Maris Stella Morrow), che vivono in un'amena località di campagna dedicandosi alla produzione casalinga del miele, viene sconvolta dall'arrivo di una troupe televisiva. Gli equilibri familiari saranno messi in seria discussione.

Seconda regia (dopo Corpo celeste, 2011) per Alice Rohrwacher che, in bilico tra realismo e dimensione onirica, delinea una vicenda dalle aspirazioni documentaristiche inframmezzata da elementi favolistici. In parte autobiografico (non è un caso che la sorella Alba faccia parte del cast), il film racconta, attraverso le azioni della sorella maggiore Gelsomina (Lungu), il sogno di fuggire da una prigione bucolica costruita ad hoc per rifiutare l'avanzata inarrestabile del progresso. La Rohrwacher mira alto, guardando agli anni Novanta e tentando il tratteggio di una società disabituata a un pensiero critico, che si lascia sedurre da programmi tv di bassa qualità e dai personaggi che crea; ma il tutto è inficiato da retorica e didascalismo, soffocato da quella spettacolarizzazione gratuita solo apparentemente negata nelle intenzioni autoriali. Leziosità dilagante e struttura sacrificata all'esercizio di stile sono solo alcuni dei difetti di un prodotto che peggiora col passare dei minuti, rivelando superficialità e pressapochismo nella scrittura e nella regia. Presentato in concorso al Festival di Cannes e vincitore di un generosissimo Gran Premio della Giuria.

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