La locandina del film "Michael Clayton"
Una scena di "Michael Clayton"

Michael Clayton (George Clooney), avvocato in un potente studio legale di New York, è incaricato di gestire in veste di difensore una scottante causa, segnata dall'inatteso crollo psicologico del brillante collega Arthur Edens (Tom Wilkinson). Clayton si troverà a rischiare la vita e a compromettere la professione per aver scelto di seguire la propria coscienza.

Scorrevole e convincente legal thriller scritto e diretto dall'esordiente Tony Gilroy, già sceneggiatore di alcuni successi hollywoodiani, tra cui L'avvocato del diavolo (1997) di Taylor Hackford. Da una vicenda di soprusi di una potente società ai danni del cittadino (tema ricorrente nel genere di riferimento, strutturato in maniera semplice e non certo originale), Gilroy riesce nel tentativo di spostare l'accento sul fattore umano, introducendo un personaggio contraddittorio e sfaccettato, tutt'altro che monolitico nelle prese di posizione e suscettibile di crisi di coscienza inaspettate. Con un'apprezzabile interpretazione, George Clooney dà corpo ai tormenti di un individuo apparentemente solido ma internamente fragile, che attraversa un rischioso percorso di redenzione personale. Il risultato è convenzionale, ma comunque avvincente e dotato di una confezione piuttosto solida. Notevole performance dell'algida e spietata Tilda Swinton alias Karen Crowder (vincitrice di un Oscar come migliore attrice non protagonista), vero contraltare di Clayton nella ricerca del profitto personale senza un'ombra di rimorso. Musiche di James Newton Howard.

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