La locandina del film "Mio Dio, come sono caduta in basso!"

Mio Dio, come sono caduta in basso!

Una scena di "Mio Dio, come sono caduta in basso!"

Sicilia, inizio Novecento. L'ingenua Eugenia (Laura Antonelli) è una nobildonna innamorata del marito Raimondo (Alberto Lionello). Ma, prima di consumare il matrimonio, i due scoprono di essere fratelli. Non volendo destare scalpore, l'uomo decide di dichiarare la castità per entrambi, ma la donna, dopo aver provato l'ebbrezza dell'eccitazione, farà sempre più fatica a resistere, soprattutto dopo aver conosciuto il selvaggio Silvano (Michele Placido).

Luigi Comencini si spinge in un terreno difficile e a lui poco avvezzo, dipingendo la commedia, un genere a lui familiare, di quelle tinte erotiche e pruriginose tanto in voga all'epoca nel cinema di genere italiano. L'educazione sentimentale e, ancor più, quella sessuale della protagonista Eugenia viene portata all'eccesso, con un crescere di situazioni sempre più equivoche, ma la sensazione è quella di voler provare a stupire con una marcata vena ironica attraverso svolte osé che diventano però sempre più assurde. Seppur bene interpretato da Laura Antonelli, il film si evolve in un pastiche di eventi poco omogeneo, in cui i personaggi sono tratteggiati con toni caricaturali che rimandano alla tradizione comica teatrale. Comencini prova a dare una veste più briosa ai fotoromanzi rosa e alla narrativa femminile più popolare, raggiungendo un esito meno audace di quanto possa sembrare ma, in fin dei conti, dignitoso. Contributi tecnici di prim'ordine: fotografia di Tonino Delli Colli, musiche di Fiorenzo Carpi, scene e costumi di Dante Ferretti. Nominato al Golden Globe come miglior film straniero.

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