La locandina del film "Mission: Impossible – Fallout"

Mission: Impossible – Fallout

Mission: Impossible – Fallout

Una scena di "Mission: Impossible – Fallout"

In seguito a una missione per il recupero di alcune testate nucleari non andata a buon fine, Ethan Hunt (Tom Cruise), insieme ai fidati Luther (Ving Rhames), Benji (Simon Pegg) e all’agente della CIA incaricato di sorvegliarlo August Walker (Henry Cavill), deve ingaggiare una rischiosa lotta contro il tempo che lo porterà da Parigi al Kashmir, passando per Londra, per sventare i diabolici piani del terrorista Solomon Lane (Sean Harris).

Sesto capitolo della serie Mission: Impossible, iniziata nel 1996 grazie alla geniale intuizione di Brian De Palma di rispolverare la storica serie TV omonima trasmessa a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, Fallout costituisce una sorta di dittico con il precedente, Mission: Impossible – Rogue Nation (2015), sempre scritto e diretto da Christopher McQuarrie. Una continuità che si manifesta sotto diversi aspetti, dal punto di vista dell’approccio al genere, dalle scelte stilistiche di messa in scena e dalla volontà di collegare a doppia mandata gli intrecci dei due film. Blockbuster di notevole eleganza formale, che guarda agli intrighi spionistici classici aggiornandoli secondo i più raffinati codici action/noir contemporanei (con ascendenze che vanno da Nolan agli 007 di Sam Mendes), Fallout è un avvincente intrattenimento che riesce a coinvolgere grazie a una sceneggiatura calibrata al millimetro che, come avrebbe amato definirla lo scrittore Ian Fleming, padre putativo di James Bond, va assai oltre il probabile ma non oltre il possibile. Nonostante i 147 minuti non siano tutti allo stesso livello, a causa di qualche calo nella parte londinese, McQuarrie si dimostra ben più di un diligente metteur en scène, manifestando notevolissimo senso plastico nel modulare l’azione, che non è mai generata da una ipertrofia cinetica fine a se stessa, e nel gestire le potenzialità delle location, basti pensare al debordante appeal delle sequenze a Parigi e alla vertiginosa bellezza degli scenari naturali in Kashmir. La narrazione, costruita secondo un crescendo continuo di tensione e spettacolo, non procede mai frettolosamente e si prende tutto il tempo necessario per dare vita a un eccitante tourbillon di spie fatto di doppi giochi e minacce globali da sventare. Nulla di nuovo rispetto a quanto già visto finora, verrebbe da pensare, ma c’è il plus di una componente emotiva, legata al passato di Hunt, assolutamente non trascurabile. L’episodio forse più cupo e maturo di un franchise in ottima salute, gestito con grande intelligenza da Tom Cruise, non solo dal punto di vista attoriale. Tra i personaggi mai visti nei capitoli precedenti, spiccano il granitico Walker interpretato da Henry "Superman" Cavill e la sensuale Vedova Bianca magistralmente resa da Vanessa Kirby. Il piano sequenza dello skydive, coreografato come un balletto a settemila metri di altezza, e il finale con gli elicotteri dettano nuovi standard di qualità all’interno del cinema di azione. Fotografia di Rob Hardy, musiche di Lorne Balfe.

Prossimamente al cinema

Dal 29 agosto 2018

In TV

In streaming