La locandina del film "Moonrise Kingdom – Una fuga d'amore"

Dopo essersi conosciuti per puro caso a una rappresentazione teatrale della storia di Noè e della sua arca, il dodicenne Sam (Jared Gilman) e la coetanea Suzy (Kara Hayward) stringono un rapporto epistolare che li porta a innamorarsi e a pianificare una fuga d'amore insieme.

Fin dal suo esordio Un colpo da dilettanti (1996), l'amore e il romanticismo hanno sempre avuto un posto speciale nelle storie raccontate da Wes Anderson. In Moonrise Kingdom questo aspetto diventa il principale motore delle vicende di tutti i personaggi coinvolti, dal momento che il film ruota intorno alla scoperta dell'amore nella sua forma più pura e semplice (anche se non mancano ammiccamenti sessuali più o meno espliciti) da parte di due pre-adolescenti, stanchi della vita che li circonda e desiderosi solo di trovare un posto tutto per loro nel mondo, il più possibile privato e incontaminato. Questo peculiare punto di vista diventa un'ennesima occasione per il regista di affrontare ancora una volta il tema della famiglia e gli effetti deleteri della sua disfunzionalità: anche a questo giro Anderson ritrae gli adulti come figure totalmente inadeguate ai ruoli che responsabilmente spettano loro e i ragazzini finiscono per apparire ben più maturi, esattamente come canta la band italiana I Cani in una canzone dedicata al cinema del regista texano. Contrassegnato da un ottimo ritmo e da geniali trovate visive, in particolare durante la sequenza della tempesta, è un prodotto emozionante e coinvolgente, e uno dei film più intimi di Anderson. Nel cast, diversi attori-feticcio del regista, tra i quali Bill Murray e Jason Schwartzman, ma anche alcuni volti nuovi come Frances McDormand, Bruce Willis e un ottimo Edward Norton. La scena, in ogni caso, la rubano i giovani protagonisti, interpretati dagli esordienti Jared Gilman e Kara Hayward.

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