La locandina del film "Motorpsycho!"
Una scena di "Motorpsycho!"

Tre bizzarri motociclisti (Stephen Oliver, Thomas Scott e Joseph Cellini) seminano il terrore durante le loro scorribande. Il vedovo (Alex Rocco) di una delle vittime (Holle K. Winters) metterà fine ai loro deliri.

Prima di Easy Rider (1969) di Dennis Hopper, le motociclette sono le vere, grandi protagoniste di uno dei titoli più vigorosi di Russ Meyer. Nonostante le imperfezioni – il film è datato e spesso frammentario negli sviluppi, nella struttura e nei rapporti tra i personaggi – il risultato è efficace e la pellicola, complessivamente, funziona: violenta e volutamente inverosimile, l'opera riprende lo schema del quasi contemporaneo Faster, Pussycat! Kill! Kill! (realizzato da Meyer nello stesso anno) trascurando l'aspetto erotico e concentrandosi soprattutto a sottolineare l'azione, la tensione e il dramma, senza dimenticare le ossessioni allucinatorie post-Vietnam. Bravissimo e decisamente inquietante Steve Oliver, qui al suo debutto nel ruolo del reduce di guerra Brahmin.

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